TSR 84 - CRUDO

by NADSAT

/
  • Streaming + Download

     

  • Compact Disc (CD) + Digital Album

    Includes unlimited streaming of TSR 84 - CRUDO via the free Bandcamp app, plus high-quality download in MP3, FLAC and more.
    ships out within 5 days

      €10 EUR

     

1.
04:39
2.
02:49
3.
05:26
4.
03:08
5.
03:55
6.
04:32
7.
05:38
8.
03:43

about

NADSAT
Michele Malaguti: guitar, dronething, RTG
Alberto Balboni: drums, gong

Recorded by Enrico Baraldi at Vacuum Studio, Bologna,
at the end of September 2016
Mixed by Enrico Baraldi at Waiting Room Studio
Mastered by Claudio Adamo at Fonoprint, Bologna

Artwork by Inserirefloppino

Supported, produced and distributed by:
Toten Schwan Records
Upupa Produzioni
Vollmer Industries
Oh! Dear! Records
E' un brutto posto dove vivere
Koe Low Profile Records

TSR 84

credits

released April 12, 2017

I Nadsat nascono nell’estate del 2015 nella bassa bolognese, fra Crevalcore e San Giovanni in Persiceto, con ben chiara l’idea di portare la musica sperimentale, noise, math e con sfumature jazzcore in un contesto minimale come quello di un duo chitarra e batteria, dove tutto è spontaneo ma al contempo limitato. Proprio la convivenza di vantaggi e svantaggi di questo tipo di formazione stimola al non fissare limiti, alla ricerca del suono giusto e dell’astrazione dalla classica forma canzone.
Nel Marzo 2016 pubblicano il primo disco autoprodotto, “Terminus Ep”, un concept sulla fantascienza e l’esplorazione spaziale.
Dopo vari concerti per portare in giro la propria musica arriva l’estate del 2016, durante la quale viene composto l’esordio sulla lunga distanza, intitolato “Crudo”. Una volta pronto il disco viene registrato e mixato da Enrico Baraldi (Ornaments) presso il Vacuum Studio e masterizzato da Claudio Adamo (Cani dei Portici) al Fonoprint Studio di Bologna.

"..i nadsat si muovono tra salite e discese, in terreni impervi, con approdi cinematici che lambiscono il mondo della fantascienza, dal tratto noise/sperimentale, una gustosa nota, questa, che riporta l’ascolto dei brani in ambiti non definiti, a volte sconosciuti e di conseguenza poco rassicuranti e rovesciando di nuovo il concetto di contraddizione che anche in questo caso incastra i brani, paradossalmente, in una struttura piena, tonda, palesemente definita. E’ uno stimolante processo, che fa di ‘Crudo’ un lavoro maturo e che, ancora una volta, questo tipo di formazione minima, e all’apparenza svantaggiosa, capovolge le aspettative con idee e suoni.."
[salad days magazine]

"..Ascoltando Crudo si intuisce che i modelli sono gli Zu, soprattutto per quanto riguarda la costruzione del groove, con un intreccio che è stato praticato per primi dai romani, che ora sono su altri lidi, e che i Nadsat rielaborano sapientemente e personalmente. Il disco può anche essere interpretato come una sublimazione di una fase della musica pesante e pensante, quella che eleva il ritmo al di sopra di ogni cosa. Ogni cambio di tempo, ogni variazione qui non è prevedibile, e come nel free jazz si naviga felicemente a vista, avvolti da un rumore molto piacevole e soprattutto ben composto. Le note ti avvolgono come spire di un lussurioso demone della musica e non c’è salvezza e ci si deve abbandonare a questa musica, figlia bastarda di Sun Ra come dei Tool, perché qui conta l’idea e non tanto la forma, si suona e si ascolta per davvero. Un disco che conferma l’ottima salute e l’alta qualità dei gruppi pesanti italiani, e soprattutto dei duo, che è una firma adeguata per affrontare perigliosi temporali musicali come questo.."
[metaleyes.iyezine]

"..Dopo il convincente EP d’esordio Terminus, il duo emiliano Nadsat, chitarra e batteria – i bassisti, si sa, sono cosa rarissima – è tornato con un nuovo lavoro, Crudo. Le coordinate sono più o meno le stesse, quelle di un math inquieto e selvaggio. Ciò che è cambiato è l’approccio. Se il precedente lavoro era legato a filo doppio a suggestioni sci fi, qui riecheggianti al più solo nell’altissima tensione di “ATP”, questo Crudo manca di ogni referente contenutistico. Allo stesso modo, se in Terminus le trame strumentali ospitavano di quando in quando comparsate di voce, adesso non ce n’è più traccia. Meno presenti infine quelle influenze che facevano capolino nel lavoro d’esordio. Di noise, psych e prog, linguaggi con cui i Nadsat avevano pure giocato, resta giusto del prog nella conclusiva “Dolomite”.....Se a tutta prima Crudo sembrerebbe null’altro che una ricerca formale, tra il serio ed il giocoso, pare invece che – alla faccia di quanto recita il comunicato stampa sul fatto che l’album non avrebbe alcun piano di lettura – alle sue spalle si stagli l’ombra di una forte teorizzazione, di un’idea, un contenuto.
[grind on the road]

"..Il disco “semplice e complicato”, proprio come la cover art di Inserirefloppino, apre, sin dal primo ascolto, ad un’opera libera da confini semantici. Un disco diretto, in cui il lato emozionale delle sue note divora la parte concettuale che sembra volutamente lasciata in un vacante vuoto. Note spigolose, dissonanti e free, intese come libere ed entropiche, pronte a dare forma grezza a otto tracce in cui batteria e chitarra identificano le due facce di una moneta da collezionare..2
[music on tnt]

"..“Crudo” è sinonimo di immediatezza, come un fiore non parla ma sboccia senza preavviso generando stupore.
In due anni di semina, nell’originale giardino dei “Nadsat”, germoglia nel 2016 “Terminus Ep”, mentre il 12 aprile 2017 nasce una pianta singolare dai denti affilati: “Crudo”. Un disco dunque carnivoro che vive prevalentemente di istinto e tempestività....Nel giardino stregato si eleva l’autenticità di “Crudo” che affonda le sue radici nella fertile stravaganza dei “Nadsat”. Vietato calpestare la musica. ."
[artists and bands]

"..“Crudo” è un disco contraddittorio, perché è semplice e complicato allo stesso tempo. È un disco ruvido, senza compromessi, libero. Lo dice proprio il titolo: questo disco non ha significati nascosti, non ha piani di lettura, non ha idee o concetti comuni che legano ogni pezzo. “Crudo” è fatto di sola e pura forma: una forma che non vuole essere accondiscendente, rassicurante, armoniosa. Una forma piena di spigoli, salite e discese. Non c'è coerenza, non c'è una struttura stabile e sicura, ma solo dissonanze, tempi dispari, rumore...2
[rockit.it]

tags

license